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29 Mar 2017
CNR

QUELLO DI “REPORT” NON È IL VERO CNR!

CNR SEDERoma, 29 marzo 2017
Come anticipato con il martellamento della settimana scorsa da parte degli organi di stampa e delle tre reti televisive RAI, il "battesimo" di Report del 27 marzo u.s. ha servito dei veri e propri "piatti caldi", anche se per molti poteva sembrare solo una sorta di "minestra riscaldata".
A nessuno possono sfuggire aspetti anche di parzialità e di strumentalità – dettati da esigenze di scoop comunicativo – su vicende comunque di indubbia gravità e sulle quali chi di dovere dovrà fare assoluta chiarezza, così come richiesto dallo stesso Ministro Fedeli.
Sono proprio questi aspetti ad accentuare la nostra preoccupazione sulle conseguenze del danno di immagine, e di sostanza, che l'istituzione CNR ed il personale tutto in esso operante potranno riceverne.
Nel mentre non possiamo mancare di sollecitare gli indispensabili interventi (taluni già attuati) e le misure organizzative che, a nostro avviso si rendono necessarie, non possiamo trascurare come sindacato la primaria difesa dell'immagine dell'Ente e soprattutto delle attività di quanti operano quotidianamente, anche in maniera silenziosa a tutti i livelli al suo interno, restituendone la credibilità oggi apparentemente offuscata.


In questa direzione, e con questi intenti, abbiamo inviato al Presidente del CNR la seguente lettera:
Egregio Presidente,
desideriamo esprimerLe e trasmetterLe il senso di sconforto e stupore che stanno manifestandoci i dipendenti CNR iscritti e non iscritti alla UIL RUA, dopo il servizio di Report trasmesso su RAI 3 il 27 marzo u.s..
Molti ci hanno addirittura confessato di essersi vergognati con i propri familiari e con i conoscenti di essere dipendenti CNR.
Quanti, come gli scriventi, conoscono la realtà di questa grande istituzione sanno che quello rappresentato dagli organi televisivi e di stampa non è il VERO CNR, in cui soprattutto la generalità dei lavoratori, anche precari e part-time, nonostante le difficoltà di carattere economico più generale svolge quotidianamente il proprio lavoro con dedizione, serietà e professionalità, e in cui i ricercatori continuano a raggiungere risultati di eccellenza anche internazionale, in tutti i settori in cui essi operano.
Come Lei ben sa i lavoratori del CNR hanno subìto e sopportato i tagli economici al loro già esiguo bilancio familiare per il blocco dei rinnovi contrattuali e per le mancate e ritardate applicazioni delle cosiddette "code". Molti precari, pur di restare in servizio, hanno dovuto accettare la riduzione del proprio trattamento economico anche del 70% continuando però a prestare la loro normale attività. Ciò è avvenuto mentre gli organi direttivi decidevano di aumentare lo stipendio del D.G. prima della sua individuazione.
In termini di paragone, non va sottaciuta neanche la delibera assunta dal C.d.A., il 28 marzo u.s. che suona come una sfida ed una inopportuna risposta, dopo meno di 12 ore,

al servizio di Report del 27 marzo u.s.; delibera riguardante la nomina della terza carica dell'ente, ovvero del Direttore della Direzione Centrale del Personale; per la caratteristica di essere figura cancellata dalla bozza del nuovo Statuto, la UIL RUA ha già investito gli Organi di controllo interni e intende interpellare anche il Vigilante per la verifica di compatibilità, augurandosi che tale scelta istituzionale non diventi un altro fattore di critica al nostro ente.
Per controbilanciare le vicende mediatiche si rende indispensabile un Suo intervento concreto e convincente, che ponga il Presidente quale punto di riferimento, garante del rispetto delle regole e motore di nuove trasformazioni laddove necessarie, restituendo al nostro personale orgoglio di appartenenza e dignità, che sono alla base del buon funzionamento, della motivazione e della coesione del personale, specie nei momenti di discredito e di ristrettezze della spending review.
Per quanto ci riguarda, come parti sociali siamo disponibili a dare tutto il nostro contributo e continueremo a svolgere il nostro ruolo nell'interesse dell'Ente e del personale che rappresentiamo, ma siamo consapevoli che la responsabilità del futuro dell'Ente ora soprattutto nelle mani del Presidente.
Crediamo necessario mettere in evidenza, contrapponendo alle sole negatività denunciate da Report (sulle quali si pronuncerà la Magistratura), le diffuse eccellenze che ha espresso in passato e continua ad esprimere costantemente il nostro Ente: eccellenze che sovente restano silenziose e trascurate persino all'interno dell'Ente.
La comunicazione interna ha il compito di tutelare l'immagine di un Ente che primeggia, anche a livello europeo e internazionale, ma anche quello di evidenziare, di volta in volta e con la dovuta efficacia comunicativa, i risultati delle nostre attività di grande rilievo sociale.
Pensiamo ad esempio a due tra le molte brillanti iniziative del CNR, che sono recentemente apparse su quotidiani locali ma senza la dovuta risonanza nazionale:
• l'identificazione di una cultivar di olivo resistente all'attacco del batterio "Xylella fastidiosa" scoperta e brevettata "FS17" dal prof. Giuseppe Fontanazza, luminare scienziato apprezzato in tutto il mondo che ha onorato il CNR con il suo servizio per oltre 40 anni. Tale scoperta costituisce una speranza per l'olivicoltura favorendo le opportunità di riempimento nella campagna salentina; infatti l'estensione preventivata per il rinnovamento dell'olivicoltura salentina gravemente danneggiata dal batterio, interessa una superficie di 125 mila ettari;
• la straordinaria attività congiunta MiBACT-CNR finalizzata ad andare verso Smart@Pompei: il primo Smart Archaelogical Park in Italia e al mondo che ha realizzato un dimostratore tecnologico integrato per la gestione della sicurezza delle persone e dei monumenti sia in condizione normale sia in condizioni di emergenza.
È necessario far seguire fatti concreti e coerenti alle dichiarazioni di principio sul tanto declamato merito, a partire da un rilancio di tutte le attività e dalla valorizzazione del suo personale.
Nel contempo abbiamo inteso formulare in maniera propositiva una prima indicazione di correzioni nella "governance" dei nostri sistemi, sempre a nostro avviso, indispensabili non solo per prevenire ed evitare il ripetersi di così gravi vicende, ma anche per conferire efficienza ed efficacia alle attività di ricerca, nel migliore e pieno utilizzo delle risorse disponibili.
L'insieme di queste vicende impone infatti ai vertici politici ed istituzionali un intervento rigoroso su quelle "criticità di sistema" che pur dopo decenni di "riforme" ancora condizionano sia il funzionamento del singolo Ente di Ricerca sia la "governance" complessiva del sistema di Ricerca e Sviluppo del nostro Paese.

In particolare ci riferiamo all'insieme delle attività e delle procedure connesse alla gestione dei finanziamenti dei progetti di ricerca, al loro monitoraggio e sviluppo, alla rendicontazione, ai risultati e alle ricadute.
La UIL-RUA ribadisce, oramai da troppi anni, la necessità di adottare un "controllo di gestione" sostanziale, rigoroso, che esamini lo svolgimento dell'attività progettuale, senza interferire con l'autonomia dei singoli Istituti o del singolo ricercatore.
Un efficace controllo è elemento di garanzia di buon uso delle ingenti risorse economiche di tutta la collettività, e sarebbe certamente apprezzato da quanti seriamente impegnati nell'attività di ricerca, oltre ad essere compito e dovere primari delle pubbliche istituzioni verso la cittadinanza e i contribuenti.
Mai come oggi siamo stati consapevoli della necessità di non sprecare le risorse, viste le restrizioni operate per "spending review"; nello stesso tempo, è diventato evidente che esse vanno indirizzate sì al libero sviluppo delle conoscenze ma ancor più al recupero di innovazione e di competitività del nostro apparato produttivo e dei servizi.
Gli "aggiustamenti" a procedure e meccanismi fin qui apportati non appaiono ancora completamente sufficienti all' uso rigoroso, efficiente e partecipato delle già scarse risorse di cui il nostro sistema di Ricerca gode.
Ciò è evidente per il CNR ed ancor più vale per quanto riguarda compiti e responsabilità del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) in particolare nella sua qualità di Autorità di Gestione dei finanziamenti legati a programmi e progetti dei Fondi Strutturali UE (PON e POR Ricerca ed Innovazione, Horizon 2020).
Per la UIL RUA è indispensabile:
• uno sforzo complessivo, politico ed istituzionale, nella velocizzazione della erogazione dei fondi per lo svolgimento dei progetti di ricerca;
• potenziare tutti i meccanismi nazionali e territoriali di "sorveglianza", "monitoraggio", "valutazione" e "partecipazione";
• rafforzare le attività di "audit" e di "valutazione" interne agli Enti durante l'intero corso dello svolgimento dei progetti di ricerca;
• creare e/o potenziare gruppi di competenze e professionalità interne all' Ente da applicare alle attività di indirizzo, verifica e valutazione dello svolgimento delle attività progettuali;
• creare canali efficaci di comunicazione tra CNR e MIUR ("gruppi misti") per velocizzare e mettere in regolarità lo svolgimento delle attività, evitando immotivati ingorghi burocratici o andamenti a singhiozzo ("stop and go" ) che rallentano lo sviluppo dei progetti.
• rafforzare la presenza e la qualificazione delle competenze amministrative e gestionali a livello della rete degli Istituti e Laboratori di ricerca sul territorio (Aree di Ricerca).
In assenza dei decisi interventi nel senso da noi descritto il sistema pubblico di ricerca continuerà ad essere esposto ai rischi di rallentamento e/o blocco di attività essenziali ma anche, come purtroppo è avvenuto, a quello di maggiore spazio per comportamenti illeciti che sfuggendo alle verifiche sporcano la credibilità delle istituzioni e di tutto il personale che in esso opera con la massima dedizione e professionalità.

 

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